Il Sevilla arriva a questo derby con l’obbligo di fare la partita davanti al proprio pubblico, ma con una struttura che negli ultimi tempi ha mostrato qualche crepa soprattutto nelle transizioni difensive. La costruzione dal basso è discreta, ma la squadra spesso si allunga troppo quando perde palla e lascia spazio dietro ai terzini, che spingono molto. In fase offensiva, però, il Sevilla mantiene pericolosità sulle corsie laterali grazie agli esterni che rientrano sul piede forte e ai cross verso la punta centrale, creando un volume di gioco sufficiente per rendersi pericoloso per tutta la gara.
Il Betis, dal canto suo, tende a impostare un possesso più pulito e ragionato, con grande centralità del palleggio del doppio mediano e delle ricezioni tra le linee dei trequartisti. La squadra di Pellegrini è abituata a gestire i ritmi, abbassandoli quando serve e accelerando soprattutto dopo il recupero palla con verticalizzazioni immediate verso gli attaccanti. Difensivamente, però, il Betis soffre quando viene attaccato con cambi di lato rapidi e inserimenti dalle seconde linee, e questo nel contesto di un derby così intenso può portare a momenti di sofferenza dentro la propria area.
Nel complesso, il quadro tattico suggerisce una partita molto equilibrata, con fasi di dominio alternato. Il Sevilla può spingere forte nella prima mezz’ora, spinto dall’ambiente e dall’obbligo di fare risultato, mentre il Betis ha le armi per colpire nelle fasi in cui i padroni di casa si sbilanciano troppo. Le debolezze difensive di entrambe, unite a una certa simmetria nella qualità offensiva, portano a un pronostico orientato su un pareggio, in cui le due squadre si dividono punti e momenti di superiorità nel corso dei 90 minuti.