Il Picerno in casa tende a voler “tenere” la partita con ordine e compattezza: non è una squadra che ama spaccarsi, lavora bene sulle distanze e cerca di portarti in una gara sporca, fatta di duelli e seconde palle. In un derby lucano del genere, la prima chiave è non concedere transizioni pulite: chi perde palloni centrali e si allunga, di solito paga caro perché l’intensità sale e le scelte diventano più frettolose.
Il Potenza, per profilo, è più credibile quando riesce a scegliere i momenti: blocco medio, aggressione a ondate e ripartenze appena recupera palla con verticalizzazioni rapide. Contro un Picerno compatto, la differenza la fanno gli esterni e i piazzati: se il Potenza riesce a portare la palla in ampiezza e poi rientrare nel mezzo spazio, può creare quei cross “tagliati” e quelle seconde palle che decidono partite bloccate. E se la gara resta sul filo, l’esperienza nel gestire i minuti finali pesa sempre.
Io la leggo così: partita equilibrata e da punteggio corto, ma con il Potenza che ha più possibilità di non perderla perché è più attrezzato a colpire sugli episodi e a reggere la fisicità senza farsi trascinare fuori posizione. Per questo, invece del segno secco, preferisco la copertura: X2. Il pari 1-1 è uno scenario molto credibile, con 0-1 possibile se la sblocca su palla inattiva o transizione.