il Mantova in casa proverà a rendere la partita viva con ritmo e coraggio: uscita pulita quando possibile, ampiezza per allargare il blocco avversario e tante riaggressioni per non far respirare. Il rischio però è sempre lo stesso: quando alzi i giri e perdi una palla in zone interne, ti esponi alle transizioni e costringi la linea a correre verso la propria porta, scenario che contro squadre strutturate diventa pericoloso anche senza concedere occasioni clamorose.
Il Venezia, per profilo, è più “maturo” nella gestione delle fasi: può scegliere se consolidare possesso e addormentare i momenti oppure abbassarsi di un passo e colpire appena si apre il corridoio. La chiave sta nella protezione del centro e nel modo in cui attacca i mezzi spazi: se il Mantova va forte sugli esterni, il Venezia può accettare ampiezza e poi chiudere l’area, ripartendo appena recupera palla con pochi tocchi verticali. In più, quando l’avversario si allunga, aumentano gli episodi favorevoli agli ospiti: seconde palle, falli tattici vicino all’area, piazzati che “spostano” le partite.
Per questo, come consiglio pratico, io non mi complicherei la vita col segno secco: vedo un match equilibrato ma con il Venezia più attrezzato per non perderlo, soprattutto per come gestisce i momenti e per la capacità di fare male appena trova campo. Anche se il Mantova può essere fastidioso e strappare un gol o un pareggio, la giocata più coerente resta “Venezia o pareggio”: X2, con uno scenario tipo 1-1 (o 1-2 se si apre nel finale) perfettamente credibile.