Il Benevento, quando gioca davanti al proprio pubblico, mostra un’identità tattica ben definita, fondata su organizzazione collettiva, intensità senza palla e gestione matura del possesso. La squadra tende a impostare l’azione partendo dal basso, cercando di attirare la pressione avversaria per poi sfruttare le corsie laterali e gli inserimenti dei centrocampisti tra le linee. Il pressing alto è uno degli elementi chiave del gioco del Benevento, utile non solo a recuperare rapidamente il pallone, ma anche a mantenere il baricentro alto e costringere l’avversario a difendersi in spazi ridotti.
Il Crotone, dal canto suo, preferisce un approccio più prudente, basato su un blocco medio-compatto e su transizioni rapide una volta riconquistato il pallone. Tuttavia, la squadra calabrese evidenzia alcune criticità nella fase difensiva quando viene sottoposta a un ritmo elevato e a una pressione costante, soprattutto sulle fasce e nella zona centrale tra difesa e centrocampo. Le difficoltà emergono in particolare nella gestione delle seconde palle e nella protezione dell’area quando l’avversario attacca con uomini in sovrapposizione.
Dal punto di vista tattico, il Benevento sembra avere un vantaggio evidente, grazie a una maggiore qualità tecnica individuale e a una struttura difensiva più solida, capace di limitare le ripartenze del Crotone. La capacità dei padroni di casa di controllare i tempi del match e di alternare fasi di possesso ragionato a improvvise accelerazioni offensive potrebbe risultare decisiva nell’economia della partita.
Considerando il fattore campo, l’intensità mostrata dal Benevento nelle gare casalinghe e le difficoltà del Crotone nel reggere un pressing alto prolungato, lo scenario più probabile è una vittoria del Benevento, costruita attraverso il controllo del gioco e una maggiore efficacia nelle zone chiave del campo.