Il Milan arriva a questa sfida con un’identità tattica ormai consolidata, basata su un 4-2-3-1 molto fluido che in fase di possesso si trasforma spesso in 3-2-5. La qualità degli esterni offensivi e la capacità di occupare l’half-space permettono ai rossoneri di schiacciare il Genoa nella propria metà campo, costringendolo a difendere basso e a rinunciare al pressing alto. Contro squadre che si chiudono, il Milan ha dimostrato di saper muovere la palla con pazienza, creando superiorità numerica sulle fasce e occasioni pulite in area.
Il Genoa, dal canto suo, tende a impostare un 3-5-2 prudente, con baricentro medio-basso e ripartenze affidate più alla fisicità che alla qualità tecnica. Tuttavia, contro avversari di alto livello soffre spesso la gestione delle seconde palle e la protezione della zona centrale davanti alla difesa. In trasferta, inoltre, il Genoa concede mediamente più occasioni da gol e fatica a mantenere intensità difensiva costante per tutti i 90 minuti.
Dal punto di vista psicologico, il Milan gioca con la pressione positiva di dover vincere davanti al proprio pubblico, ma anche con una maturità superiore rispetto alle stagioni precedenti. La differenza di qualità individuale e collettiva, unita al fattore campo, rende il successo rossonero lo scenario più logico e probabile. È lecito aspettarsi una partita controllata dal Milan, con vantaggio costruito già nel primo tempo e gestione del ritmo nella ripresa.