Il Celta Vigo arriva a questa sfida con un’identità di gioco abbastanza definita: costruzione dal basso, ricerca del possesso e forte utilizzo degli half-spaces grazie ai movimenti coordinati di mezzali e trequartista. In casa i galiziani tendono a tenere il baricentro alto, comprimendo l’avversario nella propria metà campo e cercando di recuperare palla rapidamente dopo la perdita. Questo approccio, se accompagnato da una buona precisione tecnica, permette al Celta di creare un volume di occasioni superiore rispetto alla media, soprattutto quando riesce a consolidare il possesso nella trequarti offensiva.
L’Espanyol, invece, si presenta con un blocco più prudente e orientato alla transizione. La squadra catalana preferisce una difesa posizionale ordinata, con le linee abbastanza ravvicinate e grande attenzione nel proteggere il centro. Una volta recuperata palla, però, non sempre riesce a risalire il campo con pulizia: molte delle ripartenze si affidano alle iniziative individuali sugli esterni o ai movimenti in profondità della punta, con poca partecipazione del centrocampo nella rifinitura. Contro un Celta che pressa alto, questa difficoltà può trasformarsi in un numero elevato di palloni persi in zone pericolose.
Dal punto di vista tattico, il Celta sembra avere i mezzi per controllare il ritmo e costringere l’Espanyol a difendersi per lunghi tratti. I padroni di casa hanno una migliore capacità di occupare gli spazi tra le linee e di sfruttare le corsie laterali con sovrapposizioni continue, mentre l’Espanyol rischia di abbassarsi troppo e affidarsi quasi esclusivamente alle ripartenze. Considerando il fattore campo, la maggiore continuità del Celta nel creare gioco e le difficoltà dei catalani quando vengono schiacciati vicino alla propria area, la vittoria interna appare l’esito più probabile e coerente con la lettura tattica del match.